La Sicilia registra due nuovi ingressi nel programma Bandiere Blu 2025 con Messina e Nizza di Sicilia, ma deve fare i conti anche con due esclusioni significative: Ispica e Lipari non riconfermano il riconoscimento ottenuto negli anni precedenti. È quanto emerge dalla lista ufficiale diffusa dalla Foundation for Environmental Education (FEE), l’organizzazione internazionale che assegna ogni anno il celebre vessillo alle località costiere che rispettano una serie di rigorosi criteri ambientali e gestionali.
Per Messina si tratta di un risultato di grande rilievo, che segna una svolta nella gestione urbana del litorale e nella valorizzazione del patrimonio marino. L’ingresso tra le Bandiere Blu arriva dopo un lungo lavoro sul fronte della depurazione, della raccolta differenziata, del decoro urbano e della fruibilità delle spiagge, soprattutto nei quartieri più popolosi della fascia costiera.
Un cambiamento tangibile, che ha permesso al capoluogo peloritano di ottenere per la prima volta un riconoscimento fino a pochi anni fa impensabile. Soddisfazione anche a Nizza di Sicilia, piccolo comune della riviera jonica, che ha saputo distinguersi grazie a un’attenta politica ambientale e alla cura costante degli arenili, ricevendo così un premio che conferisce prestigio e valore turistico all’intero comprensorio.
Diversa la situazione per Ispica, esclusa quest’anno dalla lista delle spiagge virtuose. Le sue coste, da Santa Maria del Focallo a Punta Cirica, negli anni scorsi avevano ottenuto più volte la Bandiera Blu. La perdita del riconoscimento non passa inosservata e solleva interrogativi sulle criticità ambientali e gestionali riscontrate dalla commissione.
Come ricorda la Fee, il programma si basa su 32 criteri in costante aggiornamento, che vanno dalla qualità delle acque alla presenza di impianti di depurazione funzionanti, dalla gestione dei rifiuti all’accessibilità delle spiagge, fino alle politiche di mobilità sostenibile e di educazione ambientale. L’edizione 2025 ha inoltre introdotto l’obbligo per le amministrazioni di presentare un Piano d’Azione per la Sostenibilità per il triennio 2025-2027, elemento che potrebbe aver inciso sulla valutazione di alcuni Comuni.
Il quadro complessivo vede l’Italia con 246 Comuni rivieraschi premiati (erano 236 lo scorso anno), 84 approdi turistici e un totale di 487 spiagge, pari all’11,5% di quelle insignite nel mondo. Tra le regioni, la Liguria mantiene il primato con 33 località, mentre la Puglia e la Calabria registrano un incremento, rispettivamente con tre nuovi ingressi ciascuna. Per la Sicilia, il bilancio è in equilibrio tra nuove conquiste e dolorose uscite.
L’avanzata della provincia di Messina, che ottiene due Bandiere Blu in un colpo solo, rappresenta però un segnale importante. Dimostra che anche in territori storicamente complessi, una gestione amministrativa attenta e un investimento costante nella sostenibilità possono portare a risultati di rilievo.
Il vessillo assegnato dalla Fee non è un premio simbolico ma una certificazione di qualità ambientale e amministrativa. La sua assegnazione coinvolge, tra gli altri, il Ministero dell’Ambiente, l’Istituto Superiore di Sanità, il Cnr, le università, i sindacati balneari e numerosi organismi tecnici. Per i Comuni siciliani, rappresenta una cartina tornasole dello stato di salute dei territori costieri e un punto di partenza per una programmazione turistica responsabile.
Chi entra può gioire, chi esce è chiamato a fare autocritica.

