La stazione ferroviaria sotterranea di Taormina centro non verrà cancellata: l’opera, già in avanzata fase di realizzazione lungo la nuova tratta ad alta capacità Messina-Catania, proseguirà senza stravolgimenti. È l’esito, di fatto irreversibile, emerso dopo l’incontro del 16 giugno a Palermo tra il sindaco Cateno De Luca, il presidente della Regione Renato Schifani e i vertici di Rete ferroviaria italiana, Italferr e Ferrovie dello Stato. De Luca, che nei mesi scorsi aveva proposto di rinunciare al progetto a favore del potenziamento della futura stazione Alcantara-Giardini Naxos a Trappitello, ha preso atto dell’impossibilità di fermare un cantiere ormai definito e finanziato: la partita ora si gioca esclusivamente sulle modalità di collegamento tra il nuovo scalo, posto in profondità, e il centro storico della Perla dello Ionio.
Lo snodo cruciale è la revoca, decisa nel dicembre 2023, dell’accordo che prevedeva un sistema di sedici ascensori, dodici scale mobili e due tapis roulant per coprire il dislivello tra l’uscita lato Catania della stazione, in corrispondenza dell’area di sosta “Madonnina”, e il piazzale “Lumbi”. Quel pacchetto di opere, giudicato sovradimensionato e oneroso, è stato stralciato, lasciando però irrisolta la questione dell’ultimo chilometro che separa i binari dal cuore cittadino. In Consiglio comunale il sindaco ha ribadito che non si può chiedere al visitatore che atterra a Catania di percorrere a piedi un chilometro per raggiungere la ferrovia e, una volta giunto a Taormina, affrontarne un altro tra ascensori e passerelle prima di mettere piede fra corso Umberto e Porta Messina. Da qui la proposta di uno studio di fattibilità per un collegamento diretto, “una canna unica”, che sbocchi in prossimità di Porta Messina e renda realmente centrale la nuova stazione interrata.
Rfi e Italferr hanno preso l’impegno di valutare soluzioni tecniche alternative: un ascensore inclinato, un tunnel pedonale attrezzato o un sistema misto che coniughi gallerie, scale mobili e navette elettriche. L’obiettivo, condiviso a Palermo, è garantire tempi di percorrenza rapidi e un percorso agevole, compatibile con l’afflusso di turisti e con le esigenze di residenti e pendolari. Resta sul tavolo, inoltre, il coordinamento con il parcheggio “Porta Catania”, l’altro grande punto di accesso veicolare, e la necessità di integrare trasporto su rotaia, mezzi pubblici e mobilità dolce. La realizzazione del collegamento sarà dunque la vera cartina di tornasole della nuova infrastruttura: senza una soluzione efficiente, la stazione rischierebbe di restare una cattedrale sotterranea; con un corridoio funzionale, invece, potrebbe diventare il volano di una mobilità sostenibile capace di ridurre il traffico in collina e di proiettare Taormina verso standard di accoglienza più moderni.



