L’emergenza che ha investito Santa Teresa di Riva non accenna a diminuire, trasformando la viabilità cittadina in un vero e proprio percorso a ostacoli che ha costretto le istituzioni a imporre lo stop alle attività didattiche fino a mercoledì prossimo. La criticità della situazione è palpabile e si origina dalla totale interdizione al traffico del lungomare, un evento che ha generato onde d’urto pesantissime sulla qualità della vita dei residenti e sulla stabilità del commercio locale. Senza la valvola di sfogo della litoranea, l’intero peso della mobilità si è riversato sulla Strada Statale 114, un’arteria che si sta dimostrando insufficiente a reggere l’urto, rimanendo percorribile esclusivamente a senso unico in direzione Catania.
Il quadro si fa ancora più complesso, assumendo i contorni dell’isolamento, se si guarda ai collegamenti verso Messina. Il transito in questa direzione è diventato una chimera per i mezzi pesanti e per il trasporto pubblico su gomma. Autobus e camion sono stati banditi dal centro abitato poiché l’unico percorso alternativo, la circonvallazione, nasconde una trappola strutturale: per uscire verso il comune limitrofo di Furci Siculo è necessario attraversare un sottopasso ferroviario che impone un limite di altezza tassativo di due metri e trenta. Una barriera fisica che taglia fuori una fetta cruciale del trasporto, isolando di fatto il paese dai collegamenti logistici maggiori verso il capoluogo peloritano.
Di fronte a questo scenario di paralisi, le opzioni sul tavolo sono ridotte al lumicino. L’ipotesi che poteva sembrare più logica sulla carta, ovvero l’istituzione del doppio senso di marcia sulla statale, si è scontrata con la dura realtà della carenza di infrastrutture. Attuare tale modifica viaria significherebbe, infatti, sacrificare sull’altare della scorrevolezza ben cinquecento stalli di sosta lungo l’asse principale. Un sacrificio che il paese non può permettersi, non esistendo aree di parcheggio alternative capaci di assorbire una simile mole di autovetture. Si delinea così una situazione di stallo, con la viabilità strozzata e i cittadini costretti a navigare a vista in attesa che l’emergenza rientri.

