Un femore spezzato, un’isola senza ambulanza e un viaggio verso l’elisuperficie a bordo di una motoape. Poi, l’arrivo in un grande ospedale di Messina e quattro ore di attesa incomprensibile prima di essere trasferito e operato. L’odissea del noto giornalista Francesco Viviano, caduto a Stromboli, ha scatenato un terremoto politico-sanitario in Sicilia, costringendo il presidente della Regione, Renato Schifani, a intervenire di persona e a ordinare un’ispezione immediata.
La vicenda, denunciata dallo stesso Viviano sui social, ha messo a nudo una catena di falle nel sistema di emergenza-urgenza. Il primo, gravissimo anello debole a Stromboli: l’unica ambulanza dell’isola è fuori uso da mesi, un’assenza inaccettabile in pieno agosto. Per trasportare il giornalista ferito è stato necessario ricorrere a un mezzo di fortuna, una motoape, del tutto inadeguata a un trauma del genere.
Il secondo cortocircuito si è verificato dopo il tempestivo intervento dell’elisoccorso. Atterrato all’ospedale Papardo di Messina, Viviano ha dovuto attendere circa quattro ore prima di essere trasferito al Policlinico, dove è stato finalmente operato con successo. Un ritardo definito “gravissimo” dalla stessa assessore alla Salute, Daniela Faraoni.
La reazione istituzionale è stata immediata. Il presidente Schifani ha telefonato personalmente al giornalista per scusarsi e ha promesso di “andare fino in fondo per individuare falle e responsabilità”. Su suo impulso, una commissione ispettiva di alto livello si è insediata già stamattina al Papardo per fare luce sulle ragioni del ritardo.
“Siamo profondamente dispiaciuti”, ha dichiarato l’assessore Faraoni, che ha poi annunciato una soluzione per Stromboli: “A settembre è prevista la consegna di un veicolo speciale già acquistato dall’Asp”. Ma sul caso del Papardo la condanna è netta: “È inaccettabile che comportamenti di questo tipo possano oscurare gli sforzi che stiamo compiendo per migliorare la sanità”. L’inchiesta interna è partita. Ora la Sicilia attende di capire se all’indignazione per un’odissea che poteva finire in tragedia seguiranno provvedimenti concreti.



