Un serpentone di circa duecento moto ha raggiunto domenica San Marco d’Alunzio per la quinta edizione del “Motoraduno per la Vita”, appuntamento promosso dall’IRCCS Centro Neurolesi “Bonino Pulejo” di Messina e quest’anno dedicato alla memoria di Alessia De Domenico, giovane mamma scomparsa prematuramente. Il raduno è partito dall’ospedale Piemonte, dove padre Roberto Currò ha impartito la benedizione dei caschi ai partecipanti, prima della salita verso il borgo nebroideo.
Nel centro storico aluntino, la giornata è proseguita con la celebrazione della Santa Messa in Chiesa Madre e, a seguire, con il convegno “La cultura della donazione: un gesto per la Vita”, alla presenza delle autorità sanitarie e del sindaco Filippo Miracula. Un programma pensato per unire il momento comunitario del raduno con la riflessione su un tema che interroga famiglie, operatori e istituzioni: la scelta della donazione come atto di solidarietà concreta.
Il passaggio più intenso si è consumato durante l’intervento di Tommasa Piciollo, madre di Alessia, che ha ripercorso la decisione assunta dalla famiglia di donare le cornee della figlia. Le sue parole hanno fermato il silenzio della sala: «Pensare che i suoi occhi vedono ancora la luce ci dà conforto». Pochi minuti dopo, la sorella, la giornalista Silvia De Domenico, ha letto una strofa di “Occhi di speranza” di Eros Ramazzotti, brano assunto come simbolo dell’evento, aggiungendo un’ulteriore nota di partecipazione emotiva a una giornata segnata dal ricordo e dalla condivisione.
Spazio anche ai riconoscimenti. Premi sono stati consegnati al personale sanitario coinvolto nelle attività di sensibilizzazione e ai club motociclistici che hanno sostenuto l’edizione 2025: lo Stretto di Messina Chapter, i Pirates Messina, i Punishers Messina e le Pantere dell’Etna. Per tutti, una targa a sottolineare la scelta di legare la passione per le due ruote a un messaggio civico e sanitario.
La quinta edizione del “Motoraduno per la Vita” ha così ribadito il suo format: partecipazione, memoria e informazione. La carovana partita da Messina e arrivata sui Nebrodi ha voluto offrire un tributo ad Alessia De Domenico e, al tempo stesso, rilanciare l’idea della donazione come gesto capace di lasciare traccia, anche oltre l’addio. Un’iniziativa che, attraverso la forza pubblica di un corteo e la sobrietà di una liturgia e di un confronto, ha riportato al centro la sostanza del messaggio: scegliere di donare può restituire luce.

