GIOIOSA MAREA – La frazione costiera di San Giorgio si prepara a rievocare una delle tradizioni più emblematiche della sua storia con l’undicesima edizione della “Festa della Tonnara”, in programma domenica 29 giugno. Un evento che va ben oltre la semplice celebrazione folkloristica: è un atto di memoria collettiva che riporta alla luce secoli di vita marinaresca, di fatica e orgoglio, legati alla pesca del tonno.
Organizzata dall’associazione “Vivi San Giorgio”, in collaborazione con la Pro Loco locale e con il patrocinio del Comune di Gioiosa Marea, la manifestazione si propone di valorizzare un patrimonio culturale che ha profondamente segnato l’identità della comunità sangiorgiota. Un’identità costruita intorno a una delle tonnare più antiche e rinomate della costa tirrenica siciliana, le cui origini risalgono almeno all’XI secolo, al tempo del Gran Conte Ruggero.
Il programma dell’evento prevede momenti di riflessione, spettacolo e sapori. Al centro della festa, l’allestimento di una mostra di attrezzi e reperti storici provenienti dal piccolo Museo della Tonnara, curato dal Gac “Golfo di Patti”, che racconta la tecnica, la ritualità e la durezza di un mestiere tramandato per generazioni. Non mancheranno le degustazioni a base di tonno, preparato secondo le ricette della tradizione, seguite da un convegno alle ore 19 sul rapporto tra San Giorgio, il mare e le sue antiche consuetudini. In serata, alle 21:30, spazio alla musica con l’orchestra “XXL”.
Ma è la storia della tonnara, con la sua parabola lunga e affascinante, a dare il senso profondo alla manifestazione. Le prime fonti certe risalgono al 1407, con l’autorizzazione concessa da Re Martino alla famiglia Orioles. Da allora, la pesca del tonno ha segnato per secoli la vita economica e sociale del borgo, fino al suo declino negli anni Sessanta del Novecento. Un’epopea terminata ma ancora visibile negli ultimi resti dell’opificio tardo-ottocentesco dei Conti Cumbo Borgia, con i suoi magazzini, le ancore gigantesche, i galleggianti e i relitti sparsi lungo l’arenile.
«Raccontare questa storia – spiegano gli organizzatori – significa restituire dignità a un’eredità che ci appartiene. È un modo per risvegliare nei più giovani la coscienza delle proprie radici, per riscoprire l’orgoglio di appartenere a una comunità che ha costruito il proprio destino in simbiosi con il mare».
La “Festa della Tonnara” non è solo una rievocazione, ma un tentativo di rilanciare un’identità collettiva attraverso la cultura, la memoria e la partecipazione. Un evento che parla di passato, ma che guarda al futuro, coltivando la consapevolezza che la storia di un luogo vive finché trova chi la racconta.



