Un debito pro capite quasi dimezzato e un consistente avanzo di amministrazione. Ma anche una cronica difficoltà a riscuotere i tributi, un’ombra che rischia di compromettere la capacità di offrire servizi migliori alla città. È la doppia faccia del Rendiconto di gestione 2024 del Comune di Milazzo, che ha incassato il primo via libera dalla Prima commissione consiliare, ma con un monito preciso da parte dei Revisori dei Conti.
La proposta dell’amministrazione guidata dal sindaco Pippo Midili ha passato l’esame della commissione con i soli voti della maggioranza, data l’assenza dell’opposizione. Ora il documento, già munito del parere favorevole dei revisori, dovrà approdare in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.
In commissione, il sindaco Midili ha illustrato i dati positivi di una “gestione sana”. Il dato più significativo è la drastica riduzione del debito pro capite: “Quando ci siamo insediati ammontava a circa 200 euro a persona”, ha spiegato il sindaco, “mentre oggi è sceso a circa 126 euro, con una riduzione di quasi il 45 per cento. Un dato importante che non tutti i comuni possono vantare”. Midili ha anche risposto alle critiche sull’aumento della TARI di circa il 10%, spiegando che è dovuto a fattori esterni come l’aumento dei costi di conferimento in discarica e il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, che è costato al Comune circa 700 mila euro.
Ma è proprio nel parere dei Revisori dei Conti che si nasconde la sfida più grande per il futuro. Pur non rilevando irregolarità, l’organo di controllo ha sollecitato con forza l’Ente a “incrementare i propri sforzi per ridurre il gap tra le entrate di competenza e la relativa riscossione”. In parole semplici: il Comune fatica a incassare ciò che gli è dovuto.
Questa difficoltà, spiegano i revisori, è “la causa principale dei maggiori vincoli sulle entrate future”, generando un “disavanzo tecnico” che, pur in presenza di una buona gestione, “impedisce la regolare amministrazione dell’Ente”. Un avvertimento chiaro: senza un miglioramento della capacità di riscossione, sarà difficile garantire ai cittadini “maggiori e sostanziali servizi”. La palla passa ora all’aula, ma la vera partita per il futuro di Milazzo si giocherà sulla capacità di trasformare le entrate previste in liquidità reale per la città.

