Prosegue il percorso di rigenerazione urbana e sociale avviato dall’Amministrazione comunale insieme a Messina Social City. Dopo i lavori a Villa Dante e alla Pineta di Montepiselli, il focus si sposta sul Parco Aldo Moro, dove sono in corso interventi pensati per rendere gli spazi pubblici più accessibili, accoglienti e inclusivi.
Il filo conduttore è la fruibilità per tutti. Il Parco Aldo Moro, già progettato con una rampa d’accesso per le persone con disabilità, viene ulteriormente migliorato con l’installazione di una passerella che agevola i percorsi interni e indica, anche simbolicamente, la direzione intrapresa: elevare la qualità degli spazi comuni e consolidarne l’uso quotidiano da parte di famiglie, bambini, anziani e giovani. L’obiettivo, ribadito dal sindaco Federico Basile, è convertire aree verdi e luoghi di passaggio in veri “luoghi di comunità”, dove vivere la città significhi incontrarsi, praticare attività e riconoscersi in un’identità condivisa.
Nella stessa prospettiva, l’Amministrazione e Messina Social City confermano un piano di azioni che comprende nuove aree attrezzate, dispositivi ludici ed educativi, percorsi di socialità e occasioni culturali diffuse. La programmazione guarda sia alla manutenzione evolutiva del patrimonio esistente, sia all’incremento delle dotazioni di quartiere, con un disegno coerente che lega i principali parchi urbani.
Sul fronte delle opere, l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Caminiti indica due passaggi concreti al Parco Aldo Moro: la ristrutturazione dei due fabbricati già presenti per realizzare i servizi igienici pubblici e un chiosco ristoro — interventi non compresi nel progetto ForestaME — e la progettazione di una struttura adiacente sul modello di quella attiva a Villa Dante, pensata per ampliare gli spazi destinati alla partecipazione attiva dei cittadini.
La riuscita del progetto, rimarca la presidente di Messina Social City Valeria Asquini, dipende dalla vitalità d’uso: uno spazio rigenerato acquisisce valore solo se vissuto con continuità. L’ambizione è che parchi e giardini diventino punti di riferimento quotidiani, luoghi in cui ritrovarsi, condividere esperienze e praticare una socialità di prossimità.
Il cantiere della rigenerazione, dunque, non si esaurisce con singoli interventi ma procede per tappe coordinate: accessibilità, servizi, verde di qualità, attività. Una strategia che punta a trasformare la percezione degli spazi pubblici — da aree “di passaggio” a scenari di vita — e a consolidare una città più inclusiva, leggibile e capace di prendersi cura delle proprie relazioni. In questo quadro, il Parco Aldo Moro diventa il tassello più recente di un mosaico urbano che si arricchisce di funzioni e di presenze, giorno dopo giorno.

