MESSINA — L’Amministrazione comunale interviene con una nota per ricostruire la vicenda del concerto dei The Kolors, dopo commenti e articoli circolati nelle ultime ore. Il messaggio, definito “di completamento” rispetto a quanto già comunicato nei giorni scorsi, punta a fissare alcuni punti che Palazzo Zanca ritiene dirimenti.
Secondo il Comune, la presenza della band a Messina non rientrava in alcuna iniziativa benefica né sarebbe stata a titolo gratuito per scelta degli artisti. La nota precisa che il gruppo “sarebbe stato ingaggiato” dall’ente con un cachet pari a 65 mila euro, nell’ottica di offrire “un grande evento musicale di rilevanza nazionale, totalmente a beneficio della collettività”.
Per ragioni organizzative legate alla sicurezza e al contingentamento degli accessi, l’Amministrazione aveva previsto un ticket simbolico di 1,50 euro. Viene sottolineato che tale somma non è stata in alcun modo incassata dal Comune, che invece si è fatto carico “integralmente” delle spese: dall’organizzazione generale ai costi connessi alla performance artistica. La scelta del contributo minimo, si legge, mirava a ordinare i flussi e a rispettare le prescrizioni su capienze e percorsi, non a finanziare l’evento.
In questo quadro, il Comune afferma di attendersi dagli artisti un comportamento “professionalmente adeguato” all’occasione, in ragione dell’impegno economico e operativo sostenuto. È su questo passaggio che la nota introduce il riferimento alle dichiarazioni successive di Stash, giudicate dall’Amministrazione idonee a arrecare “un serio danno d’immagine” e a innescare “critiche ingenerose e prive di fondamento” nei confronti dell’ente.
La replica istituzionale, tutta centrata su cifre, procedure e responsabilità, si chiude con l’annuncio della valutazione di possibili iniziative nelle sedi competenti. Palazzo Zanca fa sapere infatti di stare esaminando l’opportunità di tutelare la propria reputazione sul piano legale rispetto alle affermazioni ritenute lesive.
Il documento, nel complesso, mira a spostare il baricentro della discussione dagli slogan al perimetro amministrativo: natura dell’ingaggio, copertura dei costi, ragioni del ticket simbolico e distinzione tra gestione della sicurezza e profili economici. L’Amministrazione rivendica l’intento di mettere a disposizione della città un evento di alto profilo “a beneficio della collettività” e, al tempo stesso, marca la distanza da ricostruzioni mediatiche considerate inesatte. Resta ora da capire se e in che termini la vicenda avrà un seguito giudiziario, mentre sullo sfondo resta il tema più generale dell’organizzazione di grandi eventi: trasparenza sui costi, chiarezza delle condizioni contrattuali e comunicazioni puntuali per evitare cortocircuiti reputazionali.

