Una ferita aperta da oltre un secolo, una vergogna nazionale che la politica ora vuole chiudere per sempre. È la battaglia per il risanamento delle baraccopoli di Messina, un’operazione complessa e senza precedenti per la quale il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nella sua veste di commissario straordinario, ha chiesto più tempo al governo nazionale. Con una lettera inviata alla premier Giorgia Meloni, Schifani ha chiesto una proroga dei poteri commissariali, definendola una “misura necessaria per centrare un obiettivo storico”.
L’obiettivo è quello di restituire una casa dignitosa alle oltre 1.600 famiglie che ancora oggi vivono in contesti di degrado e insicurezza, e di riqualificare le aree finalmente liberate. Un percorso che, sottolinea Schifani, ha già prodotto “risultati importanti” tra ricollocazioni abitative, demolizioni e avvio di nuovi cantieri.
Ma il lavoro è ancora lungo e complesso. La proroga dei poteri speciali, spiega il presidente, è fondamentale per “garantire la continuità amministrativa e operativa” di tutte le attività già avviate, per completare il processo di ricollocazione e per attuare i programmi di rigenerazione urbana già finanziati. Fermarsi ora, sottolinea Schifani, significherebbe rischiare “l’interruzione degli interventi e la dispersione delle risorse già stanziate”.
Una richiesta che sembra aver trovato terreno fertile a Roma. Il ministro per le Politiche di coesione, Tommaso Foti, rispondendo a una richiesta di finanziamento inviata da Schifani a maggio, ha già espresso la “piena disponibilità” del suo dipartimento ad avviare un percorso di “co-progettazione” con la struttura commissariale. L’obiettivo comune è definire una strategia complessiva, mettere a sistema tutte le risorse disponibili e, soprattutto, accelerare i tempi delle demolizioni.
“Ringrazio il premier Meloni e il ministro Foti per l’attenzione mostrata”, ha concluso Schifani, “e per il sostegno costante e concreto”. La richiesta di proroga non è dunque un segnale di ritardo, ma la presa di coscienza della necessità di non interrompere uno sforzo senza precedenti. Uno sforzo congiunto tra Stato e Regione per sanare una volta per tutte una ferita storica e per restituire dignità a migliaia di cittadini messinesi.



