Blitz dei Carabinieri in un appartamento del rione popolare: un 45enne, già detenuto in casa, e il figlio 24enne gestivano un giro di marijuana. Sequestrati 270 grammi e mille euro in contanti.
Un sodalizio criminale che restava tutto in famiglia, operando tra le mura domestiche nonostante le restrizioni di legge avessero già confinato uno dei due protagonisti all’interno dell’abitazione. Nel rione di Giostra, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Centro, supportati dai colleghi della locale Stazione, hanno messo fine all’attività illecita di un uomo di 45 anni e del figlio convivente di 24 anni, arrestandoli entrambi con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione è scattata quasi per caso, o meglio, grazie all’intuito investigativo sviluppato durante un’attività di controllo ordinaria. I militari si erano presentati alla porta dell’appartamento per verificare il rispetto delle prescrizioni da parte del 45enne, che si trovava già sottoposto al regime degli arresti domiciliari per precedenti reati. Tuttavia, quello che doveva essere un accertamento di routine si è trasformato in pochi istanti in una perquisizione mirata.
Appena i Carabinieri hanno varcato la soglia, infatti, hanno notato un atteggiamento sospetto da parte dei due congiunti. Un nervosismo palpabile e un’insofferenza alle domande di rito che hanno insospettito gli operatori, inducendoli a credere che padre e figlio avessero qualcosa da nascondere. L’intuizione si è rivelata fondata: la successiva perquisizione domiciliare ha permesso di scovare un vero e proprio deposito di droga.
Nascosti nell’abitazione sono stati rinvenuti 270 grammi di marijuana, quantitativo ben superiore all’uso personale e, fatto ancor più grave, già in parte suddiviso in dosi pronte per essere immesse sul mercato del quartiere. A confermare l’ipotesi dell’attività di spaccio organizzata, i militari hanno trovato anche un bilancino di precisione, che presentava ancora tracce residue di stupefacente, e diverso materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi. Inoltre, è stato sequestrato un “tesoretto” di mille euro in contanti, somma che gli inquirenti ritengono essere il provento dell’attività illecita condotta dai due.
Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro, mentre la droga verrà inviata ai laboratori del RIS di Messina per le analisi qualitative volte a stabilire il principio attivo della sostanza. Per padre e figlio, entrambi volti già noti alle Forze dell’ordine per specifici precedenti, la giornata si è conclusa con l’arresto: su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati trattenuti agli arresti domiciliari in attesa del rito di convalida.

