È scattata ad Alicudi l’operazione, attesa da anni, per la cattura delle capre selvatiche che popolano l’isola. Il primo, importante passo di un complesso piano di gestione ambientale ha già dato i suoi frutti: una sessantina di esemplari sono stati radunati e chiusi in un recinto appositamente costruito dal dipartimento per lo sviluppo rurale. Si tratta dell’avvio di un’iniziativa che mira a risolvere un problema atavico per le piccole comunità eoliane, garantendo al contempo il benessere degli animali, che non saranno abbattuti ma trasferiti altrove.
Il primo gruppo di capre catturate è stato affidato temporaneamente a un terreno privato sull’isola, in attesa del trasferimento definitivo. “C’è già una guardia costante al recinto per evitare che qualcuno apra i cancelli”, ha assicurato il delegato municipale, Italo Palermo, sottolineando che “gli animali hanno cibo, acqua e spazi adeguati”. Nei prossimi giorni, questi primi esemplari inizieranno la loro nuova vita presso due allevatori dei Nebrodi, nei comuni di Tortorici e Longi, che ne avevano fatto richiesta formale, dimostrando come sia possibile trovare una soluzione etica e sostenibile.
Tuttavia, la sfida è appena iniziata. Sull’isola di Alicudi, infatti, si stima che rimangano ancora circa 700 capre allo stato brado. Un numero che rende l’idea della complessità e della durata di un’operazione che richiederà ancora molto lavoro da parte degli operatori del Corpo Forestale.
Una volta conclusa la fase più critica ad Alicudi, l’intervento si sposterà a Ginostra, il piccolo e isolato borgo di Stromboli, dove la situazione è, se possibile, ancora più allarmante. I residenti denunciano da tempo continue incursioni degli animali, che in cerca di cibo arrivano a spingersi fin dentro le abitazioni, creando notevoli disagi e problemi di sicurezza. Le stime, in questo caso, parlano di una presenza ancora più massiccia, con circa duemila capre selvatiche concentrate nel territorio del piccolo villaggio. Anche qui si procederà con la stessa metodologia, cercando di trovare un equilibrio tra le esigenze della comunità e il rispetto per la fauna che da sempre caratterizza il paesaggio selvaggio delle Eolie.

