Il nuovo anno si apre con un vero e proprio terremoto politico per la comunità di Giardini Naxos. Il comune messinese si ritrova, di fatto, senza la sua guida amministrativa proprio all’alba del 2026. La tegola giudiziaria si è abbattuta sull’amministrazione il 31 dicembre, data in cui la Corte d’Appello di Messina ha depositato la sentenza che conferma la decadenza del sindaco Giorgio Stracuzzi, respingendo il ricorso che il primo cittadino aveva presentato ormai un anno fa.
La vicenda legale, che ha tenuto banco per mesi nelle aule di tribunale e nei corridoi del municipio, ruota attorno a una questione di incompatibilità e ineleggibilità. Al centro della disputa ci sono alcuni incarichi professionali che l’ente locale aveva affidato all’architetto Antonino Stracuzzi, fratello del sindaco, in un periodo precedente all’elezione di quest’ultimo avvenuta nell’ottobre del 2020. I giudici della Prima Sezione Civile hanno confermato la linea già tracciata dal Tribunale in primo grado: la sussistenza di questi rapporti di lavoro poneva il sindaco in una posizione di conflitto con le normative vigenti, specificamente con l’articolo 61 del Testo unico degli Enti locali e con le leggi regionali in materia.
Nonostante il tentativo di difesa legale, che mirava a ribaltare l’ordinanza del dicembre 2023, la Corte ha rigettato le tesi dell’amministrazione uscente. Oltre alla decadenza dalla carica, la sentenza ha comportato anche la condanna al pagamento delle spese processuali in favore degli ex consiglieri di minoranza che avevano sollevato il caso nel 2022. Curiosamente, nel complesso iter giudiziario, è stato dichiarato inammissibile anche l’intervento di un’associazione locale, che si vede ora costretta a rifondere le spese legali allo stesso Stracuzzi.
A Palazzo dei Naxos, tuttavia, l’aria di crisi si respirava già da tempo. L’amministrazione, consapevole del possibile esito negativo del verdetto atteso per la fine dell’anno, aveva impresso una forte accelerazione all’attività amministrativa nelle ultime settimane. Una corsa contro il tempo che ha permesso di portare a casa risultati cruciali come l’approvazione del bilancio e l’avvio dell’iter per il nuovo Piano Urbanistico Generale, prima che la scure della giustizia amministrativa calasse definitivamente.
Ora lo scenario è chiaro: la sentenza è immediatamente esecutiva. La Regione Siciliana dovrà procedere a breve con la nomina di un commissario straordinario che traghetterà l’ente fino alle prossime elezioni amministrative, già previste per la primavera. Sebbene esista la possibilità tecnica di un ulteriore ricorso in Cassazione, i tempi lunghi della giustizia suprema mal si conciliano con la scadenza naturale del mandato, lasciando la città in attesa di conoscere le prossime mosse dell’ex sindaco e della sua giunta.

