Primo via libera della Giunta regionale alla rete ospedaliera 2025. Per il presidio di base Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto il documento conferma l’assetto complessivo dei servizi ma con un saldo di 114 posti letto tra degenza ordinaria e day hospital, due in meno rispetto alla precedente programmazione. La proposta, approvata in prima lettura, ridisegna la distribuzione di posti e specialità in tutta la Sicilia e dovrà tornare alla sesta Commissione Salute dell’Ars per l’esame e la ratifica definitiva.
Sul fronte delle urgenze, il piano salva il Pronto soccorso con quattro posti in Osservazione breve intensiva e prevede tre posti di Terapia intensiva. È indicata inoltre la ricalibratura numerica fra degenza ordinaria, day hospital e posti a gestione mista, insieme all’elenco delle Unità operative complesse a servizio dell’Asp e delle funzioni integrate nelle reti regionali. Tra queste spicca, per Barcellona, l’attivazione di una UOC con un posto letto di Neurologia–Stroke, tassello che collega il presidio alla rete ictus.
Fin qui le conferme. Restano però diversi interrogativi operativi. Il primo riguarda le dotazioni: tre posti di Terapia intensiva sono una risorsa preziosa ma richiedono personale dedicato h24, apparecchiature e percorsi separati; senza un cronoprogramma su assunzioni e attrezzature il rischio è di una disponibilità solo sulla carta. Il secondo nodo è l’integrazione con Milazzo: la proposta entra nel merito della ripartizione dei posti, ma poco dice sui flussi tra i due presidi, sul trasferimento dei pazienti complessi e sull’uso coordinato delle sale operatorie.
C’è poi il tema delle reti tempo–dipendenti. L’indicazione di uno Stroke bed è un passo avanti, ma la presa in carico dell’ictus acuto dipende da tempi reali di trombolisi e accesso ad angiografia. Senza protocolli chiari su trasporti, teleconsulenza e disponibilità di guardie specialistiche, il beneficio rischia di essere limitato. Analogo discorso per il Pronto soccorso: quattro posti OBI aiutano a decongestionare, ma servono medicina interna e diagnostica pronte a sostenere i picchi stagionali.
Il saldo posti letto, pur con una riduzione minima, pesa sull’organizzazione quotidiana. La trasformazione di alcune dotazioni in posti “misti” può dare flessibilità, ma richiede una governance puntuale per evitare colli di bottiglia tra ricoveri programmati, day service e urgenze. In questo quadro mancano al momento indicazioni su tempi, finanziamenti e priorità di cantiere per il “Nuovo Cutroni Zodda”, elemento decisivo per trasformare le tabelle in servizi effettivi.
La prima lettura in Giunta è un passaggio importante ma non conclusivo. La Commissione Salute dovrà chiarire standard di personale, dotazioni minime, collegamenti con le reti regionali e con il 118, oltre ai criteri di monitoraggio degli esiti. Il territorio attende risposte pratiche: tempi di attivazione delle UOC, calendario di reclutamento, investimenti su diagnostica e percorsi intraospedalieri. Senza questi tasselli, il piano rischia di restare un esercizio di equilibrio numerico. Con risorse e tempi certi, può invece consolidare al Cutroni Zodda un ruolo chiaro nella sanità del comprensorio.



