CAPO D’ORLANDO – Sit-in ieri mattina davanti al municipio di Capo d’Orlando organizzato da SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari), CGIL e una delegazione degli assegnatari degli alloggi popolari di via Lucio Piccolo (palazzine A e B). Da mesi i residenti lamentano gravi problemi all’impianto fognario, malfunzionamenti dell’impianto di sollevamento, carenza di manutenzione ai tombini e condizioni igieniche precarie.
«Siamo qui oggi con un sit-in necessario – affermano i rappresentanti del SUNIA – dopo mesi di promesse non mantenute e interventi assenti». Fra le emergenze segnalate da inquilini e sindacato: tombini otturati, odori molesti, rischio di allagamenti e di contaminazione delle acque reflue, con evidenti danni alla salute e al vivere quotidiano.
Il presidio, che ha visto la partecipazione anche della CGIL, ha ottenuto l’apertura di un tavolo di confronto con il sindaco, convocato ieri nella Sala consiliare. Durante l’incontro, il sindaco ha preso l’impegno, secondo il SUNIA, di attivare tempestivamente un tavolo tecnico con tutte le parti coinvolte per definire tempi e modalità di intervento. Il tavolo vedrà la partecipazione del Comune, dell’Istituto Autonomo Case Popolari (IACP), delle Ferrovie dello Stato – proprietarie del terreno su cui sorge una parte della struttura insediata – del sindacato e di eventuali altri soggetti chiamati a intervenire.
I residenti chiedono misure urgenti: pulizie straordinarie del cortile e tombini; disinfestazioni; revisione completa dell’impianto di sollevamento; manutenzione ordinaria e straordinaria delle tubature; un progetto definitivo per ripristinare la corretta funzionalità delle fognature. Viene inoltre ribadita la necessità che il Comune solleciti i finanziamenti richiesti da tempo.
A far esplodere la protesta è stata una decisione dell’IACP: la rimozione del gruppo elettrogeno provvisorio originariamente destinato all’impianto di sollevamento e il suo allaccio alla rete elettrica intestata agli assegnatari. «Oltre al danno – denuncia Claudio Vallone del SUNIA Messina – gli inquilini si trovano adesso a sostenere costi non loro, perché l’Ente non vuole farsi carico delle spese dell’energia elettrica, interrompendo anni di prassi».
Il sindacato parla di «atto inaccettabile», che penalizza ancor più persone già in condizioni di disagio, e chiede responsabilità: «Il Comune non può girarsi dall’altra parte – ha dichiarato l’esponente sindacale – attendiamo tempi certi, un cronoprogramma operativo e trasparenza».
La convocazione del tavolo tecnico rappresenta un primo passo. Nei prossimi giorni sono attesi sopralluoghi tecnici sul posto e l’elaborazione di un documento condiviso con cronoprogramma e copertura finanziaria degli interventi. Il Comune ha garantito che non si cercheranno alibi, ma soluzioni definitive. Gli assegnatari, intanto, restano vigili: «La parola d’ordine – commentano – è: basta col silenzio. Vogliamo risultati. Le nostre famiglie meritano case sicure e dignitose».

