Dal 9 ottobre entrano in vigore nuove disposizioni europee sui bonifici nell’area Sepa (Single Euro Payments Area), che coinvolge 36 Paesi, tutti gli Stati membri dell’Unione europea compresi. L’obiettivo è duplice: rendere i trasferimenti più rapidi e aumentare il livello di sicurezza attraverso controlli in tempo reale sui dati inseriti da chi effettua il pagamento.
Il primo tassello riguarda i bonifici istantanei Sepa (SCT Inst). Parliamo di operazioni che spostano denaro tra conti in meno di dieci secondi, a qualsiasi ora e in qualunque giorno dell’anno, con disponibilità immediata delle somme. Le nuove regole impongono agli intermediari di mettere il servizio a disposizione di tutta la clientela, su tutti i canali dove già oggi è possibile disporre un bonifico ordinario: internet banking, app e sportello. Se l’ordine viene impartito tramite un canale non elettronico (ad esempio in filiale), l’operazione sarà eseguita non appena inserita nei sistemi informatici della banca. Un ulteriore elemento da ricordare è il costo: le modifiche normative hanno allineato la tariffa dell’istantaneo a quella del bonifico tradizionale.
Capitolo sicurezza. Con la stessa data del 9 ottobre scatta l’obbligo di verifica del beneficiario (Verification of Payee, VoP). Il meccanismo funziona così: prima di confermare l’ordine, l’istituto confronta in tempo reale il nome del destinatario indicato dal pagatore con l’Iban selezionato. Il cliente riceve subito un riscontro e può decidere se procedere oppure no. L’esito può essere di piena corrispondenza, di mancata corrispondenza, di corrispondenza parziale oppure di impossibilità di verifica (ad esempio in caso di conto chiuso o bloccato). La VoP punta a ridurre errori di digitazione e tentativi di frode, ma richiede attenzione: un bonifico istantaneo, una volta inviato, non può essere annullato.
Le associazioni di categoria segnalano che, soprattutto nelle prime settimane, non è escluso un numero significativo di “corrispondenze parziali” o “mancate corrispondenze”. L’invito, quindi, è a procurarsi dati esatti e completi del beneficiario e a valutare con prudenza l’invio nel caso in cui il riscontro automatico non sia pienamente positivo. Se si ritiene di essere stati vittima di una truffa, resta ferma la possibilità di chiedere il rimborso secondo le procedure previste.
Uno sguardo ai numeri aiuta a inquadrare i rischi. Nel secondo semestre 2024, la Banca d’Italia ha misurato per i bonifici un tasso di frode complessivo pari allo 0,002% del valore delle transazioni, contro lo 0,017% registrato sulle carte e lo 0,021% sulla moneta elettronica. All’interno della categoria dei bonifici, quelli istantanei presentano un’incidenza più alta (0,057%) rispetto agli ordinari (0,0015%). Si tratta comunque di percentuali contenute, ma il fenomeno resta insidioso e la prevenzione è considerata cruciale per la tenuta del sistema dei pagamenti al dettaglio.
In sintesi, le novità del 9 ottobre portano due cambiamenti concreti per i correntisti: disponibilità generalizzata del bonifico istantaneo e controllo preventivo di nome e Iban del destinatario. Per sfruttare al meglio i vantaggi — velocità e maggiore protezione — è decisivo verificare con cura i dati prima di confermare l’operazione, soprattutto sapendo che l’istantaneo è irrevocabile.

