La furia dello Ionio ha inferto un colpo quasi letale alla mobilità della Sicilia orientale, disegnando uno scenario di paralisi che si protrarrà ben oltre l’emergenza immediata. La linea ferroviaria che connette Messina a Catania è stata letteralmente devastata dalle mareggiate, con danni strutturali talmente profondi da imporre uno stop alla circolazione che durerà almeno dieci, forse quindici giorni. Le stime, purtroppo, potrebbero rivelarsi addirittura ottimistiche: in alcuni tratti la violenza delle onde impedisce ancora ai tecnici di avvicinarsi per valutare l’effettiva entità delle devastazioni, lasciando aperta l’ipotesi di tempi di ripristino ancora più lunghi. L’immagine simbolo di questo disastro infrastrutturale arriva da Scaletta Zanclea, dove la massicciata è stata erosa fino a scomparire, lasciando i binari sospesi nel vuoto, scheletri d’acciaio privi di sostegno. Per tentare di alleviare i disagi di migliaia di pendolari, le Ferrovie hanno attivato servizi sostitutivi via bus, ma la viabilità stradale è anch’essa fortemente compromessa.
Proprio per fronteggiare questa situazione di crisi sistemica, le istituzioni hanno serrato i ranghi in un vertice d’urgenza tenutosi presso il municipio di Santa Teresa di Riva. Al tavolo, presieduto dalla Prefetta di Messina Cosima Di Stani, hanno preso parte i vertici della Città Metropolitana, con il sindaco Federico Basile e il direttore generale Giuseppe Campagna, insieme al sindaco padrone di casa Danilo Lo Giudice e a una task force composta da forze dell’ordine, Protezione Civile e responsabili degli enti di servizio. La gravità del quadro emerso durante la riunione, con lungomari sventrati e servizi essenziali a rischio, ha spinto la Prefetta a una mossa decisa: è stato richiesto l’intervento dell’Esercito Italiano. I militari dovrebbero affiancare le forze di polizia nel difficile compito di gestire la viabilità e presidiare le aree costiere a rischio crollo, impedendo ai cittadini di avvicinarsi a zone che potrebbero cedere da un momento all’altro.
La Città Metropolitana ha garantito il massimo sforzo operativo, dispiegando idrovore nei comuni di Nizza di Sicilia e Alì Terme per liberare le strade dall’acqua, mentre prosegue la ricognizione sui danni agli edifici scolastici e alle infrastrutture provinciali. La priorità, ribadita dal sindaco metropolitano Basile, è la sicurezza pubblica e il reperimento immediato delle risorse per la ricostruzione. Al termine del vertice, la delegazione istituzionale si è spostata fisicamente sui luoghi del disastro, effettuando sopralluoghi congiunti con i sindaci di tutti i comuni feriti dalla tempesta: da Roccalumera a Letojanni, passando per Furci Siculo, Sant’Alessio, fino alla frazione taorminese di Mazzeo e Giardini Naxos. Una processione tra le macerie necessaria per definire una strategia unitaria di rinascita per l’intero comprensorio ionico, che oggi si risveglia fragile e bisognoso di interventi strutturali urgenti.

