BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Si preannuncia un autunno ad alta tensione a Palazzo Longano. Da un lato, una stretta senza precedenti sui contribuenti morosi per recuperare risorse vitali ed evitare la prescrizione dei crediti. Dall’altro, la cronica e soffocante pressione di un dissesto finanziario che, nonostante gli sforzi, non accenna a risolversi. Per il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, la strada verso un bilancio stabilmente riequilibrato appare ancora lunga e in salita, costringendo l’amministrazione a navigare a vista tra emergenze contabili e decisioni impopolari.
La prima fronte di questo “autunno caldo” riguarda direttamente i cittadini. L’ente comunale è pronto a lanciare una nuova e decisa campagna di riscossione, mettendo nel mirino non solo chi ha debiti pregressi, ma anche coloro che risultano ancora sconosciuti all’anagrafe tributaria. Una mossa obbligata, dettata dalla necessità di rimpinguare le casse esangui e di non perdere entrate cruciali a causa dei termini di prescrizione.
Ma se la pressione sui cittadini è destinata ad aumentare, la situazione interna agli uffici comunali non è meno critica. Il traguardo di un bilancio risanato, obiettivo primario della giunta guidata dal sindaco Pinuccio Calabrò, resta lontano. L’ufficio finanziario, sotto la guida della dirigente Antonella Truglio, continua a operare in condizioni di estrema difficoltà: le risorse sono scarse, il personale è ridotto all’osso e i debiti accumulati negli anni passati pesano come macigni sulla gestione ordinaria.
Di fronte a un quadro così complesso, il sindaco Calabrò e il neo assessore al Bilancio, Pasquale Tramontana, hanno deciso di ricorrere, ancora una volta, a un aiuto esterno. Si ripercorre così una strada già battuta nel 2024, quando il Comune affidò un incarico da 31.500 euro alla società catanese “Centro Studi Area Sud” per ricevere supporto tecnico nel riaccertamento dei residui e nella stesura di una prima bozza di bilancio riequilibrato. La necessità di rivolgersi nuovamente a consulenti esterni è la prova tangibile di una crisi strutturale che le sole forze interne non riescono a superare, in una perenne corsa contro il tempo per tenere a galla i conti della città.

