Venerdì 27 giugno, alle 10 in punto, la città di Messina aggiungerà un nuovo tassello al proprio patrimonio culturale con l’inaugurazione del “Museo di Storia Naturale dello Stretto di Messina, nell’Area del Mediterraneo” – Polo di Messina, ospitato negli spazi restaurati di Palazzo Weigert in via Argentieri. Alla cerimonia interverranno il sindaco Federico Basile, l’assessore alle Politiche culturali Enzo Caruso, la presidente del progetto Antonia Messina e il professor Filippo Spatola, direttore del Museo della Fauna dell’Università di Messina, istituzione accademica che ha contribuito alla curatela scientifica delle collezioni.
L’allestimento, concepito come un percorso immersivo nel cuore del Mediterraneo, riunisce reperti di paleontologia, mineralogia, zoologia, botanica e antropologia, restituendo un affresco coerente delle trasformazioni che, nei millenni, hanno modellato il paesaggio dello Stretto e influenzato la biodiversità dell’intero bacino. Articolato in quattro macro-aree — Scienze della Terra, Scienze architettoniche-artistiche-archeologiche, Scienze della Vita e Scienze antropologiche — il nuovo museo offre al pubblico reperti fossili provenienti dalle colline peloritane, modelli botanici in cera degli erbari storici ottocenteschi, un diorama dedicato alla migrazione dei rapaci e un’esposizione di utensili preistorici ritrovati lungo la linea di costa compresa fra Capo Peloro e Capo Calavà, arricchiti da supporti multimediali che ne contestualizzano la provenienza e il significato scientifico.
Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità: pannelli in braille, audioguide in quattro lingue e percorsi tattili consentono una fruizione inclusiva, mentre il sistema di climatizzazione e illuminazione a LED garantisce il rispetto degli standard di conservazione museale e un basso impatto energetico. Nel corso dell’inaugurazione verrà presentato anche il calendario di attività didattiche, che prevede laboratori per le scuole, workshop di citizen science sul monitoraggio della fauna peloritana e cicli di conferenze con ricercatori internazionali. Il Polo di Palazzo Weigert nasce così come “scrigno di saperi poli-disciplinari”, nelle parole di Antonia Messina, con l’ambizione di collegare in rete le realtà museali universitari e civiche di un territorio che punta a raccontare la propria identità attraverso il dialogo fra scienza, storia e arte. Nel solco della strategia di rigenerazione del centro storico avviata dall’amministrazione Basile, l’apertura del Museo di Storia Naturale rappresenta un segnale di rilancio e un invito a riscoprire, con sguardo nuovo, la complessità e la ricchezza di un crocevia millenario dove la natura incontra la cultura.

