Il Teatro Antico di Taormina si prepara ad accogliere, il 5 luglio, il ritorno sulle scene di Giovanni Allevi, tappa siciliana di un mini-tour che segna la fine del silenzio imposto da un mieloma multiplo diagnosticato nel 2022. Il compositore marchigiano, che negli ultimi due anni ha raccontato pubblicamente la propria malattia senza mai rinunciare alla scrittura, presenterà al pianoforte pagine del suo repertorio e, per la prima volta dal vivo, il “Concerto MM22 per violoncello e orchestra”, nato durante la lunga degenza ospedaliera. Il brano, ispirato a un procedimento matematico caro a Bach, evoca – parole sue – «la trasformazione del dolore in speranza» e ha già offerto l’Adagio “Nostalgia”, lanciato il 2 giugno come singolo, caso inedito per la musica colta italiana. La serata di Taormina, sold-out da settimane, sarà introdotta dal teologo Vito Mancuso e ruoterà attorno al tema “Il sacro”, in un dialogo fra parola e suono che caratterizza l’intero ciclo “Musica dall’Anima – Special Events”, articolato in quattro città: Roma, Venezia, Firenze e, appunto, Taormina.
Il ritorno di Allevi arriva a vent’anni esatti dall’exploit di “No Concept”, l’album registrato in studio a New York che lo portò, ancora trentenne, a esibirsi al Blue Note e ad avviare un percorso di popolarità trasversale, capace di abbattere le barriere fra pubblico classico e platee pop. Laureato con lode al Conservatorio “Verdi” di Milano e in Filosofia all’Università di Macerata, il musicista di Ascoli Piceno ha poi firmato lavori come “Joy” (2006), “Evolution” (2008) e “Sunrise” (2012), suonando nei teatri di cinque continenti, dalla Carnegie Hall alle Olimpiadi di Pechino. Nel 2016 è salito sul palco dell’Ariston come direttore d’orchestra al Festival di Sanremo, mentre nel 2018 l’ONU lo ha invitato a New York per il concerto celebrativo della Giornata della Terra. Autore di saggi divulgativi sul rapporto fra musica e filosofia, Allevi ha ricevuto la laurea honoris causa in Comunicazione dall’Università IULM e il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica.
Oggi, dopo l’esperienza del dolore e della sospensione forzata, il pianista torna al pubblico con un progetto che unisce riflessione e spettacolo: a ogni città un tema universale e un ospite d’eccezione – Alessandro Barbero su “Eresia” alle Terme di Caracalla, Luciano Floridi su “Follia” alla Fenice, Amalia Ercoli Finzi su “Bellezza” a Pratolino – sino all’incontro fra spiritualità e note che Taormina proporrà al tramonto sullo sfondo dello Jonio. Per Allevi, che definisce la musica «esercizio quotidiano di meraviglia», il concerto siciliano è qualcosa di più di una data in cartellone: è la celebrazione di una vita riconquistata e l’occasione per ricordare, con il suo tocco inconfondibile, la forza creativa che nasce dall’interiorità quando incontra l’ascolto corale di un teatro antico.

