LIPARI – Sull’infinita emergenza del lungomare di Acquacalda, a Lipari, volano gli stracci. Con una nota ufficiale, la Protezione Civile Regionale interviene a gamba tesa sulla questione dei gravi ritardi accumulati per i lavori di messa in sicurezza, un’opera da oltre 3 milioni di euro attesa da più di cinque anni. La Regione, di fatto, sconfessa l’operato del Comune, attribuendogli la responsabilità del tempo perso in un iter burocratico che ha visto il progetto originale, incentrato su opere stradali, stravolto per ben due volte.
La vicenda ha inizio il 28 marzo 2020, con l’ordinanza del Dipartimento nazionale di Protezione Civile che stanziava le somme per il ripristino e la messa in sicurezza della frazione costiera. Da allora, però, poco si è mosso. Secondo la ricostruzione della Protezione Civile regionale, il principale ostacolo è stato un progetto comunale ritenuto inadeguato. L’ente regionale rivendica di aver agito con “senso di responsabilità”, imponendo tra il 2024 e il 2025 una profonda rimodulazione dell’intervento. L’obiettivo, si legge nella nota, era quello di ridurre i lavori prettamente stradali, giudicati non prioritari, per concentrare le risorse sulla realizzazione di “molte più barriere” a protezione della costa, vera urgenza per la sicurezza della zona.
Questo braccio di ferro ha inevitabilmente allungato i tempi. Ora, per l’appalto e l’avvio definitivo dei cantieri, si attende solo l’ultimo tassello burocratico, la Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca). Ma la nota della Protezione Civile suona come una chiara presa di distanza, un modo per mettere nero su bianco le proprie ragioni e scaricare sul Comune il peso di un’attesa che la comunità di Acquacalda non può più permettersi. La questione, che doveva essere un’emergenza da risolvere rapidamente, si è trasformata in un caso emblematico di lentezza amministrativa su cui ora si accendono i riflettori dello scontro istituzionale.

