L’incubo ritorna alle Eolie: onde violente spazzano via i New Jersey e invadono le case a San Gaetano. Borgo allagato da sassi e detriti, residenti esasperati.
È un copione drammatico che si ripete con una frequenza ormai insostenibile, trasformando ogni allerta meteo in ore di angoscia pura per chi vive a ridosso della costa. Il lungomare di Acquacalda, sul versante settentrionale dell’isola di Lipari, è stato nuovamente teatro di una violenta offensiva del mare che, a partire dal primo pomeriggio di ieri, ha deciso di riprendersi con prepotenza i propri spazi, cancellando il confine tra la spiaggia e l’abitato.
L’epicentro del disastro si è localizzato ancora una volta nel borgo di San Gaetano, il punto più fragile di questo tratto di costa eoliana. Qui la forza d’urto delle onde, spinte da raffiche impetuose, non ha trovato ostacoli sufficienti a contenerla. Le barriere di protezione in cemento, i pesanti blocchi “New Jersey” posizionati come ultima trincea difensiva, si sono rivelati del tutto inadeguati di fronte alla furia degli elementi. In uno scenario surreale, le ondate li hanno divelti e trascinati via come fossero giocattoli di plastica, spostandoli fin nel centro della carreggiata e sui marciapiedi, rendendo di fatto impossibile distinguere la strada dalla battigia.
Ma l’acqua non si è fermata all’asfalto. La mareggiata ha superato ogni argine, riversandosi all’interno delle proprietà private e portando con sé un carico distruttivo di sabbia, pietre e detriti vari. Gli abitanti si sono ritrovati assediati nelle proprie case, costretti ad assistere impotenti all’invasione di fango e acqua salmastra che ha allagato cortili e pianterreni. La viabilità lungo la litoranea è stata compromessa in modo significativo: ampi tratti del lungomare risultano oggi impraticabili, sepolti sotto una coltre di materiale che richiederà giorni di lavoro per essere rimosso.
La conta dei danni è appena iniziata, ma ciò che pesa di più è il senso di precarietà che attanaglia la comunità. Quello di ieri non è un evento isolato, ma l’ennesimo capitolo di una crisi erosiva che sembra non trovare soluzione. La facilità con cui il mare riesce ormai a penetrare nel tessuto urbano solleva interrogativi urgenti sulla stabilità dell’intera area e sulla necessità di interventi strutturali ben più solidi delle barriere provvisorie, puntualmente spazzate via alla prima burrasca. Mentre il meteo non promette tregue immediate, a Lipari resta la paura e la consapevolezza di una fragilità territoriale che mette a rischio la sicurezza quotidiana dei cittadini.

