Mentre la città dello Stretto era ancora illuminata dai bagliori dei fuochi d’artificio e i calici si alzavano per il tradizionale brindisi di benvenuto al nuovo anno, nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Papardo si compiva il miracolo della vita con una puntualità quasi cronometrica. È Alessandro Abate il primo nato del 2026 a Messina, e con tutta probabilità uno dei primissimi in tutta Italia: il suo primo vagito è stato registrato alle ore 00:01 del 1° gennaio, appena sessanta secondi dopo lo scoccare della mezzanotte.
Un inizio d’anno indimenticabile per i neo genitori, mamma Miriana Mento e papà Alessio Abate, che hanno potuto stringere tra le braccia il loro primogenito proprio mentre il mondo salutava l’arrivo del 2026. Il piccolo Alessandro aveva fretta di nascere: è venuto alla luce alla trentaseiesima settimana di gestazione, con un peso di 2 chili e 380 grammi. Nonostante il leggero anticipo sulla tabella di marcia naturale, il neonato sta bene ed è stato accolto con immensa gioia dalla famiglia e da tutto il personale sanitario presente.
Dietro questo lieto evento c’è il lavoro instancabile di un’équipe medica di eccellenza che, rinunciando ai festeggiamenti tradizionali, ha garantito assistenza e professionalità in sala parto. A guidare le operazioni sono state le dottoresse Annamaria Giacobbe e Jolanda Leonardi, supportate dalla preziosa esperienza dell’ostetrica Arianna Gitto. Fondamentale anche il ruolo del team infermieristico, composto da Giusy Sturniolo e Caterina Costa, e del supporto anestesiologico affidato ai dottori Lorenzo Camarda e Carmen Nacci. A completare la squadra in sala parto, l’operatore socio-sanitario Ausilia Rizzo.
Subito dopo la nascita, il piccolo Alessandro è stato affidato alle cure amorevoli del neonatologo Gaetano Isaia e dell’infermiera pediatrica Angela Manganaro, che hanno provveduto ai primi controlli di routine. La nascita di Alessandro non è solo una gioia privata per la famiglia Abate, ma rappresenta un simbolo di speranza e rinascita per l’intera comunità messinese. In un periodo storico in cui i tassi di natalità sono spesso al centro delle preoccupazioni nazionali, la vitalità di un bambino che si affaccia al mondo nel primo minuto dell’anno nuovo suona come un augurio potente di futuro e prosperità per la città.

