Una data da segnare in agenda: da domani, martedì 7 ottobre, alle ore 12.00 sarà attiva la piattaforma online per candidarsi alle 530 Borse d’Inclusione Sociale del progetto “Fertility”, promosso dal Comune di Messina insieme all’Azienda Speciale Messina Social City. È il primo passo di un percorso che mette al centro le persone e i loro diritti di cittadinanza, con l’ambizione di andare oltre il semplice sostegno economico per costruire, con metodo, un welfare di comunità.
“Fertility” nasce dentro una visione politico-amministrativa avviata nel 2018 con la giunta guidata da Cateno De Luca e oggi confermata dal sindaco Federico Basile: non solo riqualificare spazi urbani, ma rigenerare legami sociali, ridurre le disuguaglianze, rimettere in circolo competenze. In questa cornice, le Borse d’Inclusione Sociale sono la leva operativa più visibile. Cinquecentotrenta opportunità che non si limitano a integrare il reddito di chi vive una condizione di vulnerabilità, bensì attivano percorsi concreti di formazione, orientamento e inserimento presso enti pubblici, privati e realtà del terzo settore. L’obiettivo è chiaro: accompagnare le persone in un tragitto di autonomia, restituendo dignità e protagonismo, e al tempo stesso innescare valore per l’intera città.
La misura ha una doppia ricaduta. C’è l’impatto individuale, che si traduce in competenze nuove, reti di relazione, chance occupazionali. E c’è l’effetto comunitario, perché ogni borsa diventa un tassello di un mosaico più ampio: più solidarietà diffusa, meno isolamento, più capacità del sistema locale di prendersi cura di sé. In altre parole, inclusione come investimento: su chi oggi è ai margini e su un futuro in cui la partecipazione non è uno slogan, ma un meccanismo che funziona.
La scelta di collocare le borse dentro “Fertility” non è nominale. Il progetto prevede, a valle di questa prima fase, l’apertura del Social Innovation Lab: uno spazio permanente, fisico e metodologico, pensato per consolidare i risultati e per far maturare nuove economie sociali. Sarà una “officina civica” dove strumenti, servizi e competenze potranno incontrarsi e produrre soluzioni condivise: dal riuso degli spazi all’imprenditoria a impatto, dalla coprogettazione dei servizi alla formazione continua. Inclusione e innovazione, dunque, come due facce della stessa strategia: la prima riduce le disuguaglianze, la seconda moltiplica le possibilità.
Il valore politico della misura sta anche nel metodo. Si procede con un avviso pubblico, trasparente, che definisce tempi e modalità di candidatura. La piattaforma dedicata sarà raggiungibile a partire dalle 12.00 di martedì 7 ottobre 2025 e resterà aperta fino alle 18.00 del 22 ottobre 2025. È un tempo utile per raccogliere le istanze, ma anche per informare, spiegare, evitare che la distanza digitale diventi un nuovo ostacolo. Per questo Messina Social City ha attivato un presidio fisico: dal lunedì al venerdì, dalle 09:00 alle 13:00, e il martedì e giovedì anche dalle 15:00 alle 17:00, al PalaCultura (quarto piano, stanza 6) sarà possibile chiedere chiarimenti e ricevere supporto nella procedura.
Non è un dettaglio, è sostanza: la qualità di un intervento sociale si misura anche dalla sua accessibilità. “Fertility” sceglie di tenere insieme digitale e prossimità, con l’intenzione di intercettare bisogni molto diversi tra loro. C’è chi cerca un primo ingresso nel mondo del lavoro, chi ha necessità di riqualificarsi, chi ha bisogno di agganciare servizi educativi o socio-sanitari, chi fatica a riattivare reti di relazione dopo una rottura biografica. Alle spalle, il lavoro di regia dell’Amministrazione e dell’Azienda speciale, chiamate a tessere alleanze con scuole, associazioni, cooperative, imprese: solo così un percorso individuale regge nel tempo e diventa bene comune.
Il nome “Fertility” racconta una sfida culturale prima ancora che amministrativa. Significa rigenerare suolo sociale, far germogliare opportunità dove oggi c’è aridità, mettere radici nuove: non con interventi a pioggia, ma con azioni mirate, valutate, correggibili. Il progetto, infatti, si dota per sua natura di strumenti di monitoraggio e di quella “manutenzione” delle politiche che rende credibili gli obiettivi. L’apertura del Social Innovation Lab andrà proprio in questa direzione: misurare gli esiti, imparare dall’esperienza, scalare ciò che funziona.
Messina arriva a questo appuntamento con una consapevolezza maturata sul campo: i processi di inclusione non sono lineari, richiedono costanza e un linguaggio comprensibile, capace di parlare tanto ai tecnici quanto ai cittadini. In questi anni, la città ha sperimentato forme diverse di welfare di comunità, mettendo in relazione rigenerazione urbana, contrasto alla povertà educativa, sostegno alle famiglie, supporto alla non autosufficienza. “Fertility” rappresenta la continuità e il salto di qualità insieme: la continuità di una rotta tracciata nel 2018, e il salto di qualità di una governance che si misura con infrastrutture sociali nuove e con l’idea di innovazione come pratica quotidiana.
C’è, naturalmente, un terreno di responsabilità condivisa. Le Borse d’Inclusione Sociale funzionano se istituzioni, terzo settore e mondo produttivo si riconoscono alleati e se i beneficiari diventano co-protagonisti del proprio percorso. L’attivazione personale non è una parola di moda, è il contrario della retorica assistenzialista: significa che ognuno mette del suo, nel quadro di diritti garantiti. C’è un patto da firmare, non solo sulla carta: quello che fa di una misura amministrativa un tassello di cittadinanza.
Domani si apre la finestra per le candidature. È il momento in cui le intenzioni diventano pratiche, le procedure incontrano i volti e le storie. Da qui a fine ottobre, “Fertility” misurerà la capacità della città di farsi comunità concreta: una comunità che accompagna, che forma, che crea condizioni favorevoli. Poi toccherà al Social Innovation Lab dare respiro lungo all’esperienza, perché l’inclusione, per diventare struttura, ha bisogno di tempo, continuità e luoghi dove accadere.
Messina sceglie di investire su questa direzione: non una stagione isolata, ma un percorso che si propone di cambiare il modo in cui pensiamo e facciamo politiche sociali. Le 530 borse sono il segnale visibile; dietro c’è una trama che si sta tessendo: reti, alleanze, competenze, ascolto. È lì che si gioca la partita più importante.
Per candidarsi, la piattaforma è disponibile all’indirizzo indicato dall’Azienda Speciale Messina Social City: https://www.messinasocialcity.it/avviso-pubblico-selezione-530-beneficiari/, dalle ore 12.00 di martedì 7 ottobre alle ore 18.00 di mercoledì 22 ottobre 2025. Per informazioni e assistenza, sportello al PalaCultura (quarto piano, stanza 6) nei giorni e orari comunicati.
Inizia oggi un cammino che unisce attenzione alle persone, innovazione sociale e sviluppo territoriale. Non un annuncio, ma un cantiere aperto: perché una città inclusiva non si dichiara, si costruisce.

