Femminicidio chiesto ergastolo per Antonio De Pace

Una vicenda che indignò l’intera nazione, il femminicidio commesso da Antonio De Pace, in pieno Lockdown. “L’ho ammazzata. Non so neanche io come”. Sono le parole pronunciate la mattina dell’omicidio agli operatori del 112 dal compagno di Lorena Quaranta, dopo averla ammazzata. Reo confesso aveva detto di aver colpito, la studentessa in medicina di 27 anni uccisa nell’appartamento in cui viveva a Furci Siculo, con un coltello. Ma l’autopsia fatta 5 mesi dopo smentì la ricostruzione fatta dall’omicida. Sul corpo di Lorena Quaranta, non vi era nessuna ferita da arma bianca. La giovane donna morì per asfissia.

L’accusa ha chiesto la condanna all’ergastolo per Antonio De Pace, il giovane infermiere calabrese accusato dell’uccisione della fidanzata, Lorena Quaranta, studentessa di Medicina originaria di Favara (in provincia di Agrigento), morta in una villetta di Furci Siculo, in provincia di Messina, il 31 marzo 2020.

Chiesto l’Ergastolo per Antonio De Pace

Il pubblico ministero Roberto Conte, al termine del suo intervento, ha chiesto il massimo della pena per il giovane Antonio De Pace. Una perizia psichiatrica disposta dalla Corte d’Assise di Messina aveva concluso per la capacità del giovane di poter stare in giudizio.

Il rappresentante dell’accusa ha quindi chiesto ai giudici la condanna all’ergastolo per il giovane. Il processo è stato rinviato, sono previste altre due udienze, fissate per l’8 e il 29 giugno, per gli interventi delle parti civili e della difesa.

Lorena Quaranta fu uccisa a Furci siculo, piccolo comune della costa Jonica della provincia di Messina il 31 marzo 2020, durante il lungo periodo di lockdown. Era stato lo stesso Antonio De Pace a chiamare i carabinieri della locale stazione dopo aver tentato di togliersi la vita. Lorena è stata uccisa probabilmente al culmine di una violenta lite. Nel corso della sua confessione, De Pace aveva detto di aver perso il controllo perché Lorena aveva contagiato lui e la sua famiglia con il Covid19. Circostanza smentita dai tamponi molecolari.

La giovane voleva diventare un medico, frequentava l’ultimo anno della facoltà di Medicina e presto si sarebbe laureata.

Redazione – Messina Post

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