Agli arresti domiciliari, ma continuava a spacciare

Gli agenti delle volanti della Questura di Messina, addetti al controllo di persone agli arresti domiciliari hanno eseguito tre arresti nel quartiere Bisconte di Messina.

A seguito del controllo di un detenuto agli arresti domiciliari del quartiere Bisconte, insospettiti dall’atteggiamento nervoso ed insofferente alla presenza del personale di Polizia, hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione.

Durante l’attività di perquisizione in casa hanno trovato un fucile da caccia calibro 12, trasformato a canne mozze. Il fucile era stato manopesso per diventare un’arma potenzialmente molto più pericolosa.

Inoltre, all’interno degli stessi locali, gli agenti di Polizia hanno trovato circa 10 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e, materiale per il confezionamento. Oltre ad una somma in contanti di quasi settecento euro. In casa anche un’agenda manoscritta riportante somme in euro e pesi in grammi, verosimilmente listino prezzi della droga prenotata o venduta ai clienti.

L’aeresto dell’uomo ai domiciliari

Pertanto, i poliziotti hanno proceduto al sequestro di quanto trovato. La polizia di stato ha portato la droga sequestrata nei laboratori della polizia per i rilievi del caso. Il fucile a canne mozze è stato inviato alla polizia scientifica per le prove balistiche. Utili a svelare se l’arma ha sparato durante eventi delittuosi. Arrestati, invece, il detenuto domiciliare, nonché la compagna e il figlio di lei, che convivevano nello stesso appartamento con l’arrestato.

I tre saranno chiamati a rispondere, in concorso tra loro, dei reati di detenzione illegale di arma comune da sparo, alterazione di armi e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope ai fini di spaccio.

Il giudice per l’istruttoria preliminare del tribunale di Messina ha disposto gli arresti domiciliari per la donna. Mentre gli altri due presunti responsabili degli illeciti, l’uomo ai domiciliari e il figlio della donna, sono stati condotti alla locale casa circondariale di Gazzi. Attenderanno, quindi, in carcere l’esito del procedimento penale.

Carlo Lombardo – Messina Post

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